L’amore rivelato

il

Da sempre il cuore dell’uomo ha cercato di comprendere il senso delle cose, il perché dell’esistenza, della vita, della morte, della sofferenza, ma anche del desiderio di amore, della speranza di vita e di bene che portiamo nel cuore. In una parola, l’uomo è da sempre in cerca di Dio.

D77pyMmW4AAeIA-
Botticelli, Pala delle convertite, 1491, Firenze

Domenica scorsa abbiamo rivissuto la Pentecoste, che è il compimento della rivelazione cristiana. Adesso possiamo capire un po’ meglio il disegno eterno di Dio: egli voleva proprio rispondere a questa sete di verità, a questa domanda fondamentale che c’è nel cuore dell’uomo. Voleva rivelarci finalmente il suo volto misterioso e non solo… perché il Cristianesimo non è solo messaggio, rivelazione, conoscenza. Il Cristianesimo è anche e soprattutto “comunione”: Dio dunque voleva non solo farci conoscere, ma anche darci la possibilità di essere uniti a lui, una cosa sola con lui, fino a poter vivere, noi povere creature, la sua vita beata e perfettissima.

Ma come poteva essere possibile? Come si poteva far entrare l’amore infinito e onnipotente di Dio, irraggiungibile e misterioso, nel nostro piccolo cuore e nella nostra mente così ottusa e limitata?

Anzitutto Dio lo ha fatto, partendo dall’esperienza naturale dell’amore umano. Lo troviamo tante volte, anche nei testi dell’Antico Testamento. La prima forma di amore è la giustizia… per questo Dio ha donato al suo popolo una legge, per imparare a distinguere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto e per donarci la gioia di seguire la via del bene.

Ma questo è solo l’inizio. Il primo amore che l’uomo conosce nella sua vita naturale è quello dei suoi genitori. Ecco allora che Dio mostra il suo volto di Padre per il suo popolo, prendendosi cura di lui, liberandolo dalla schiavitù, insegnandogli a camminare nel deserto della vita, prendendosi cura amorevole di lui. “Se anche una madre si dimenticasse del suo bambino, io non ti dimenticherò mai…” Un Padre, dunque, anzi più di un padre e perfino più di una mamma…volti

Ma non bastava. L’amore della mamma è forse il più grande amore che l’uomo conosca sulla terra, ma l’amore di Dio va molto oltre… Nel lungo corso della storia della salvezza, Dio ha rivelato il suo volto, anche attraverso l’amore travolgente, quello che da una svolta alla vita dell’uomo: “per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne”. Anche l’unione degli sposi, rivela il volto di Dio, fino a diventare con Gesù addirittura “sacramento”, segno efficace dell’amore con cui Dio ci ama, in modo unico, fedele, indissolubile, senza ripensamenti. Insomma, tutto quello che parla di amore vero, in fondo ci rivela qualcosa di Dio.

Ma Dio è e resta più grande della mente e del cuore dell’uomo. L’amore per la giustizia, l’amore paterno e materno, l’amore degli sposi, l’amore per il prossimo sono realtà enormi, ma Dio è molto di Dio.

mani.jpgPer fare l’ultimo decisivo passo della fede dobbiamo ritornare al cuore della Pasqua: amare chi ti ama appartiene all’esperienza naturale dell’uomo. Ma amare chi ti ferisce, chi ti tradisce, ti offende e ti umilia. Amare e perdonare chi ti schiaffeggia, ti vende per denaro… Amare e dare la vita a chi ti misconosce e ti rinnega, a chi ti abbandona nell’indifferenza, a ti è nemico, ostile.

Questo è il passo che supera la natura umana. Viene quasi da pensare che Dio abbia permesso all’uomo di offenderlo con il peccato, per potergli mostrare nella passione di Cristo l’amore assolutamente puro, perfetto, disinteressato. L’amore gratuito, l’amore puro dono.

Noi celebriamo in questa domenica dopo Pentecoste, la santissima Trinità: il mistero di quell’amore così perfetto da fare di persone distinte, un solo Dio, un solo Signore. L’incarnazione, la passione, morte e risurrezione di Cristo sono il riflesso accessibile all’uomo di questo amore incredibile, soprannaturale. L’amore che rende uno.costato

Ecco perché la sapienza della Chiesa ha associato il nome di Dio Trinità, al segno della croce: la croce di Cristo è l’amore più grande che l’uomo potesse conoscere. Ogni volta ne rinnoviamo la memoria con questo gesto semplice, da compiere con dignità e con fede: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Lascia un commento