Perder tempo a lodare…

Lunedì della prima settimana di Avvento

Traduzione liturgica: Il tuo aiuto, o Padre, ci renda perseveranti nel bene in attesa del Cristo tuo Figlio; quando egli verrà e busserà alla porta ci trovi vigilanti nella preghiera, operosi nella carità fraterna ed esultanti nella lode.

Testo originale: Fac nos, quæsumus, Dómine Deus noster, advéntum Christi Fílii tui sollícitos exspectáre, ut, dum vénerit pulsans, oratiónibus vigilántes, et in suis invéniat láudibus exsultántes.

Traduzione servile: Il tuo aiuto, o Padre, ci renda perseveranti nel bene in attesa del Cristo tuo Figlio; quando egli verrà e busserà alla porta ci trovi vigilanti nella preghiera, operosi nella carità fraterna ed esultanti nella lode. 

La preghiera liturgica del primo giorno feriale della avvento ci orienta alla duplice attesa del Signore: quella definitiva alla fine dei tempi (1) e quella quotidiana, costante che accompagna tutto il cammino della Sposa di Cristo (2): «quando egli verrà» (1), «e busserà alla porta» (2).

La prima è una allusione alla fede della Chiesa che attende il Signore “che verrà a giudicare i vivi e i morti”; la seconda è una citazione del celebre passo dell’Apocalisse, che possiamo leggere in riferimento al dono della familiarità quotidiana con il Signore, a quella visita divina che è il motore e la forza del cammino quotidiano dei credenti: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Ap 3,20).

In fondo la preghiera liturgica ci ricorda senza dirlo che l’ultimo giorno non è più importante o decisivo di ogni altro giorno, di ogni altro momento, nel quale il Signore sollecita la disponibilità del nostro cuore. Preghiera, carità fraterna e lode: questo è il programma che fa dell’avvento una vera palestra di vita cristiana.

Si può notare l’esuberanza del tema della preghiera: in fondo anche la lode è una forma di preghiera, ma l’orazione le assegna un posto a parte distinguendola così dalla accezione più comune della preghiera come occasione di ascolto e di supplica. La lode è una attitudine totalmente gratuita, proprio come l’amore. (Notare che il riferimento alla carità fraterna è una aggiunta recente della CEI, non presente nel breviario e nel testo originale dell’orazione),

Se la preghiera, nella sua accezione più comune è data dalla speranza di ottenere quello che si implora, la lode è “tempo perso”, del tutto sottratto alla logica delle cose che servono per altre cose e nasce da un cuore profondamente innamorato che trova la sua gioia nel cantare la bellezza, l’amore, la grandezza. L’Avvento è tempo in cui la Chiesa-Sposa cerca le parole più belle da cantare al suo Sposo, come farà nella dossologia angelica (il Gloria) che si riprenderà a cantare per Natale: “ti rendiamo grazie”… nient’altro che “per la tua gloria immensa”.

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