Inno alla Chiesa

Omelia per la festa della dedicazione della Cattedrale Metropolitana, 23 ottobre

Cattedrale, 22 ottobre 2022

Ci troviamo oggi davanti ad una coincidenza particolare perché questa domenica coincide con la festa annuale che ricorda la dedicazione di questa nostra amata Cattedrale Metropolitana.

Facciamo memoria del giorno in cui questo splendido edificio, nel nome dell’apostolo Pietro, è stato consacrato esclusivamente al culto di Dio.

Il 23 ottobre è una data puramente convenzionale, perché nel corso dei secoli la nostra cattedrale fisicamente è stata ricostruita più volte e più volte è stata consacrata: la prima di cui abbiamo notizia storia fu in seguito alla ricostruzione dell’8 luglio 1184, da parte del papa Lucio III, quando venne anche costruito il secondo campanile che inglobò il precedente.

L’ultima, quando ormai la Chiesa aveva raggiunto l’aspetto attuale, il 15 agosto 1765 dal Cardinale Vincenzo Malvezzi, espressamente delegato dall’amato Papa Lambertini Benedetto XIV: la prima decisione presa dal Cardinale Lambertini quando divenne Papa, fu quella di compiere uno strappo alla regola e di continuare ad essere contemporaneamente anche Arcivescovo di Bologna, fino a quando non avesse completato gli ampliamenti della Cattedrale e della Madonna di San Luca.

Ma è evidente che questa festa è un richiamo gioioso alla dedicazione della vera Chiesa, che non è un edificio di pietra, la vera Chiesa che il Signore ha consacrato per la sua gloria; quella Chiesa che è il suo popolo, la sua famiglia, la sua sposa, quella Chiesa che anche ciascuno di noi siamo chiamati ad essere, con i nostri fratelli di fede di ogni tempo e di ogni luogo.

Come comincia la Chiesa?

Potremmo dire che per creare la Chiesa, Dio ha guardato anzitutto dentro se stesso: la meraviglia della Trinità, questa comunione perfetta tra persone distinte. Il progetto di Dio era ed è proprio quello di riunire in un solo corpo la nostra umanità disgregata e divisa a causa del peccato e della morte e farla diventare un cuore solo e un’anima sola. La Chiesa è davvero l’umanità creata a immagine e somiglianza di Dio.

E come, per ogni edificio che si rispetti, c’è il momento in cui si inaugura il cantiere, potremmo dire Dio ha messo la prima pietra della sua Chiesa, quando ha unito ciò che sembra impossibile mettere insieme: la perfezione della sua divinità con la fragilità della nostra carne umana, nella persona del suo Figlio unigenito, nato alla vita mortale dalla Vergine Maria.

Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, è la prima pietra della Chiesa del Dio vivente.

E il Signore ha abbellito la sua Chiesa con la predicazione di quel Vangelo che ogni giorno plasma l’anima di quanti sono chiamati alla santità.

L’ha definitivamente purificata con la sua dolorosa passione, quando si è fatto carico delle nostre brutture e le ha espiate per noi sulla croce. 

Il Signore ha consacrato per sempre la Chiesa e l’ha fatta definitivamente sua, quando ha spirato dalla croce l’alito dello Spirito e ha donato ad essa una vita divina, nell’acqua e nel sangue, effuso dal suo cuore trafitto.

Ogni giorno, ogni domenica, entrando in questa casa siamo chiamati a confrontarci non tanto con la bellezza imperfetta di questo tempio di pietra, ma con la bellezza radiosa del Signore risorto, che ci vuole simili a se, figli di Dio, in lui, Figlio unigenito del Padre.

Oggi allora, festa della Chiesa, di questa cattedrale, è semplicemente la festa di quello che siamo, o meglio di quello che siamo chiamati ad essere secondo il disegno di Dio.

Perché l’edificazione di questa Casa e la purificazione di tutti i suoi membri continua, fina a quando continua la storia.

La festa di oggi, che assume il massimo rilievo liturgico per la coincidenza con la domenica è l’occasione privilegiata per cantare la bellezza della Chiesa: non ha lo splendore rigenerante del sole che è Cristo, ma la riflette con tutta se stessa come la luna piena di notte.

Sia benedetta questa grande Madre, la Chiesa, sulle cui ginocchia noi abbiamo infatti appreso tutto e continuiamo ogni giorno ad apprendere tutto. La Chiesa ci insegna, ogni giorno, la legge di Gesù Cristo, ci mette in mano il suo Vangelo e ci aiuta a decifrarlo. 

Sia ancora benedetta questa grande Madre per il Mistero divino che ci comunica, introducendoci in esso per la doppia porta sempre aperta del suo insegnamento e della sua liturgia. 

Sia benedetta per il perdono divino che sempre ci garantisce!

Sia benedetta per i focolari di vita religiosa che suscita, che protegge, e di cui alimenta la fiamma! 

Sia benedetta per la quella vita semplice e feriale che si vive nelle famiglie cristiane, vere chiese domestiche, dalle quali impariamo ogni giorno che cosa significa essere uno e molti insieme.

Sia benedetta per il desiderio e la speranza che la Chiesa alimenta in noi. 

Sia benedetta anche per le illusioni che smaschera e dissipa in noi, affinché più pura sia la nostra adorazione! 

Sia benedetta questa grande Madre, casta e feconda, che non cessa di donarci sempre nuovi fratelli, chiamando alla fede quelli che sono destinati a diventare realmente figli di Dio.

Madre universale, che ha uguale cura di tutti, dei piccoli e dei grandi, degli ignoranti e dei sapienti, dell’umile popolo delle parrocchie, come del gregge scelto delle anime consacrate. 

Madre paziente, che ricomincia sempre senza stancarsi mai, la sua opera di lenta educazione e raccoglie ad uno ad uno i fili dell’unità che invece i suoi figli sono tentati continuamente di lacerare seminando zizzania e divisione.

Madre vigile, la Chiesa ci protegge contro il Nemico, che si aggira attorno a noi cercando la sua preda. 

Madre ardente, la Chiesa infonde nel cuore dei suoi figli migliori uno zelo sempre attento e li manda ovunque come messaggeri di Gesù Cristo. 

Madre saggia, la Chiesa ci insegna ad amare tutto ciò che è buono, tutto ciò che è vero, tutto ciò che è giusto, a non rigettare nulla senza prima aver esaminato. 

Madre dolorosa, dal cuore trafitto dalla spada, la Chiesa rivive di età in età la Passione del suo Sposo nelle continue persecuzioni dei suoi figli. 

Solo in questi giorni: un vescovo e due preti arrestati in Eritrea; i rapimenti continui di cristiani in Nigeria, come quello di P. Joseph Igweagu, accaduto mercoledì scorso; in Iraq lo sfratto forzato di 120 famiglie di profughi cristiani accampati dal 2014 in un area di Baghdad dove si vuole costruire un centro commerciale; gli attacchi continui contro chiese, scuole e ospedali cristiani ad Haiti;  le uccisioni e le violenze contro i cristiani in Somalia con il massacro a settembre di Suor Maria de Coppi. I rapimenti e i matrimoni forzati delle ragazze cristiane in Pakistan; gli arresti di vescovi e preti e l’allontanamento forzato delle religiose in Nicaragua, per non parlare delle vessazioni subite in Cina e in molte parti del mondo. Chiesa dei martiri, la Chiesa di Cristo!

Madre forte, la Chiesa ci esorta a combattere e testimoniare per Cristo; anzi non esita a farci passare attraverso la morte — a cominciare da quella prima morte che è il battesimo — per generarci ad una vita più sublime… 

* * *

È la festa della Cattedrale, la chiesa che prende il nome dalla Cattedra dalla quale solo il Vescovo ci presiede in nome di Cristo e come successore degli Apostoli.

Questa Chiesa che rappresenta la comunione e l’unità nella fede e nell’amore di tutte le famiglie, le parrocchie, le comunità ecclesiali, le aggregazioni che vivono in questo territorio.

Questa Chiesa nella quale ogni anno viene benedetto il sacro crisma, che rende possibile la vita sacramentale in tutte le nostre parrocchie.

Questa Chiesa in cui si offre con abbondanza il banchetto dell’Eucaristia e si offre quel porto di salvezza nei nostri naufragi che è il sacramento della Riconciliazione.

Questa Chiesa che custodisce le più care memorie di nostri primi martiri e dei nostri vescovi santi e che custodisce il riposo di coloro che ci hanno guidato nel cammino di fede.

Questa Chiesa che in fondo potremmo definire un immenso tabernacolo: la dimora che accoglie il Corpo di Cristo, la casa di Dio in mezzo alle nostre case.

Festeggiamo la Cattedrale che è la Chiesa di tutti, di chi ci entra per fede, chi per turismo, chi per caso… La Cattedrale non è il luogo delle elite spirituali, ma un piccolo riflesso di questo nostro mondo, in cammino verso il Regno che viene.

(in parte ispirata a un testo di H de Lubac)

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