un tempo per la pace e uno per la guerra

𝑪’𝒆̀ 𝒖𝒏 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒂 𝒑𝒂𝒄𝒆 𝒆 𝒖𝒏 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒂 𝒈𝒖𝒆𝒓𝒓𝒂.

La citazione è tratta da uno dei libri più paradossali di tutta la Bibbia, il Qoelet. Basta solo il versetto iniziale per capirlo: «Tutto è come un soffio di vento: vanità, vanità, tutto è vanità». Sembra che l’Autore sacro voglia spingerci per un momento a guardare al mondo solo in ciò che è amaramente constatabile attraverso l’esperienza, senza lasciarsi illuminare dalla forza e dalla speranza che viene dalla fede. Senza Dio, la vita è un grande vuoto.
Il Primo Ministro di Israele ha citato un versetto che conclude una specie filastrocca che mette in relazione le azioni umane con il loro contrario. La lunga sequenza delle cose che si fanno e poi si disfano non è per dare giustificazione a ciò che accade, ma per spingerci a constatare che la somma di tutto alla fine è sempre zero, è sempre nulla.
In generale, trovo fuorviante l’utilizzo da parte di esponenti politici dei Testi Sacri. In ogni caso, poiché anche io come cristiano leggo quelle Sante Scritture come Parola di Dio, devo affermare che quella citazione, lungi dall’autorizzare la guerra, ricorda che – fuori dallo sguardo profondo della fede – la realtà della vita precipita nel nulla.

Non lo scrivo per condannare né per giudicare; non lo scrivo per prendere posizione. Lo scrivo per affermare solamente che la Bibbia è tutt’altro che la fonte di citazioni pronte all’uso.

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