Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
Oggi, 9 mesi prima della sua nascita, celebriamo l’inizio dell’esistenza della Vergine Maria nel grembo di Anna. Maria è il frutto dell’amore coniugale di Anna con Gioacchino ed è dono della benedizione di Dio.
È una ricorrenza colma di gioia per il popolo dei credenti. Con il solo fatto di esistere, la Vergine Maria costituisce già per il mondo intero un immenso segno di speranza.
L’umanità ha un unico Salvatore che è Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, crocifisso e risorto. Non c’è altra strada.
Tante persone non hanno mai conosciuto il vangelo di Gesù. Eppure chi si salva, se si salva, si salva solo per mezzo di lui.
La sua morte pasquale, infatti, ha riversato sul mondo così potente una onda di misericordia. Il suo amore non può essere trattenuto neppure dalla barriera del tempo e dello spazio.
La sua morte sulla croce ha innescato un’ondata d’amore che ha la forza di raggiungere tutti gli uomini, da Adamo fino all’ultimo uomo che vivrà su questo pianeta. La grazia di Cristo non conosce barriere di tempo e di spazio.
Maria è colei che più di tutti ha sperimentato questa forza di salvezza che Cristo ha donato al mondo. In Cristo infatti tutti noi siamo stati tirati fuori dal fango. Maria è stata preservata dal caderci in quel fango.
Del motivo di questa predilezione divina abbiamo una traccia nelle parole stesse di Maria: “Ha guardato all’umiltà della sua serva”. Ha guardato al niente che sono; ha visto che senza di lui io non sarei nulla…
La Chiesa riconosce che questo dono ricevuto dal Figlio, raggiunse Maria addirittura nel primo istante embrionale della sua vita. E questo non fa altro che evidenziare il primato assoluto della grazia di Dio.
Certo, la santità è anche il frutto della nostra adesione al dono di Dio. E la cugina Elisabetta riconoscerà che Maria “È beata perché ha creduto”, perché ha pronunciato il suo “Eccomi”. Maria ha detto “Sì” non solo quando fu salutata dall’Arcangelo Gabriele. Lo disse ogni giorno della sua vita. Lo disse fino all’Eccomi più difficile. Fino a quando il suo cuore fu trapassato dalla lancia che squarciò il petto del suo Figlio crocifisso.
Ma l’iniziativa, il primo passo che rende possibile tutto, è e resta opera di Dio. Ricordiamoci che l’Avvento che stiamo vivendo non è il percorso dell’uomo verso il Signore. È, invece, Dio che viene incontro all’umanità.
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Oggi la Liturgia ci ha offerto la pagina evangelica del saluto dell’Arcangelo. Abbiamo celebrato questo evento nella festa dei 9 mesi prima del Natale. È la festa del 25 marzo, solennità dell’Annunciazione del Signore.
Il motivo per cui siamo tornati su quella pagina sta tutto nel nome con cui l’Angelo si è rivolto alla franciulla di Nazaret. “Kecharitomeni”, in greco una sola parola che in italiano non è traducibile se non con la locuzione “piena di grazia”.
Esegeti e teologi hanno studiato molto il nome “Piena di grazia”. Hanno riconosciuto che non è solo un complimento poetico.
È invece l’esatto ritratto interiore di quella piccola donna di Israele. La grazia, cioè il favore, la benevolenza divina, ha investito tutta l’esistenza di Maria. Ma, come detto, questa grazia ha la sua origine nel Calvario di Cristo. La grazia divina ha influenzato ogni istante della vita di Maria.
Per questo, risalendo all’origine, festeggiamo il primo istante della sua vita. In quel momento, Maria neppure sapeva di esistere. Ciò che questo mondo infame chiama un grumo di cellule, iniziava a svilupparsi e a crescere. Maria obbediva non solo alla biologia, ma anche al disegno di Dio.
E qui c’è una notizia meravigliosa che riguarda tutti, anche noi. Esiste in Dio una volontà di bene che ci precede, che ci accompagna e che ci sostiene. Dio ha un desiderio grande di salvezza, di riscatto, di protezione, di liberazione. Questo desiderio previene e rafforza ogni nostra volontà di bene. Anche dentro alla grande fatica di tenere viva in questo mondo la fiamma della fede e l’ardore della carità.
La teologia tradizionale ha utilizzato spesso il termine di “privilegio” per parlare di Maria. Oggi, questo termine suona per noi un po’ antipatico. Il senso è che nella vita della Madre Santissima del Signore accadono fatti di grazia esclusivi e irripetibile della storia dell’umanità.
Oltre a Maria, non si può parlare di “Immacolata Concezione” per nessun altro essere umano. Non si può dire di nessun altro che non ha conosciuto il peccato. Non si può affermare che un altro ha condiviso nel corpo e nell’anima la gloria di Cristo risorto, (che è il grande privilegio della Assunzione).
Ma a ben vedere, questi non sono privilegi del tutto assoluti ed esclusivi di Maria Santissima. L’Immacolata Concezione e l’Assunzione in anima e corpo non sono altro che una anticipazione in Maria di quello che accadrà a tutti coloro che credono in Gesù.
Quando si compirà l’Avvento del Signore, noi tutti potremo “immacolati al suo cospetto nella santità”, perfetti nella nostra anima e nel nostro corpo risuscitato dalla morte.
L’unica esclusiva assoluta della Vergine Maria è e resterà per sempre la sua maternità divina. Solo Maria lo ha generato alla vita umana, lo ha portato in grembo. Solo Maria ha potuto chiamare “figlio” il suo stesso Dio. Da Maria, Gesù ha preso il DNA umano. Con il latte materno, da lei ha preso la bellezza della sua straordinaria umanità.
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Mi faceva sorridere amaramente il racconto della prima lettura. Abbiamo ascoltato: “Ho avuto paura. Sono nudo e mi sono nascosto”.
Il primo effetto devastante della tentazione satanica e del peccato di Adamo è quello di non avere più il senso della realtà.
Ma di che cosa avrebbe dovuto avere paura Adamo? Di tutto, tranne che di Dio!
Ecco, col peccato noi abbiamo ereditato una visione distorta della realtà. Non sappiamo più capire neanche ciò di cui dobbiamo avere paura. E non riusciamo nemmeno a distinguere ciò che ci può affascinare sul serio!
È cominciato tutto con la tentazione di satana: “Sarai come Dio!”. Che immensa castroneria!
È proprio Dio che desidera con forza che diventiamo come lui. Dio vuole donarci di essere simili a lui, attraverso la via facile dell’amore. Satana ci inganna. Ci convince a rubarla, attraverso la via complicata dell’orgoglio!
Così anche rispetto alla santità di Cristo e di Maria, noi – sotto sotto – coltiviamo un sospetto. Non esiterei a definire anche questo sospetto “satanico”. Abbiamo come l’impressione che Maria e Gesù, tutto sommato abbiano poco a che spartire con noi.
Ci viene quasi da pensare che Cristo, se non ha il peccato, allora non sa veramente che cosa significa essere un uomo… che per lui è tutto diverso e che, in fondo in fondo, non è uno di noi…
Così caschiamo nel paradosso di pensare che ciò che alla fine ci fa essere veramente umani è il peccato!
Ma in realtà è proprio il peccato che dis-umanizza l’uomo! È il peccato che degrada la dignità e la bellezza dell’essere umano!
Allora è un dono immenso contemplare oggi nell’Immacolata Concezione di Maria la vera bellezza dell’umanità. Essendo senza peccato, Maria è molto più umana di noi! E lo stesso, a maggior ragione, lo diciamo di Gesù Cristo!
Il concetto di Immacolata (che significa letteralmente “senza macchia”) non deve farci pensare che a Maria manchi qualcosa, che le manchi la macchia, per essere completa. Ci soccorre la tradizione orientale che per la Vergine preferisce il titolo positivo di “Tutta Santa”.
“Tutta Santa” significa che da lei e dal suo Figlio impariamo la vera antropologia. Da Gesù e da Maria impariamo ciò che veramente è umano e ciò che è disumano.
Lodiamo Dio nostro Padre: nel suo Figlio incarnato e nella sua Madre santissima ci ha donato non una ipotesi di umanità, ma un concreto inizio di umanità. È una realtà che già esiste! Così, lasciando da parte i distorcimenti satanici, possiamo lasciarci conquistare da ciò che rende veramente bella la nostra umanità!
