risplende nei santi

Concluso il tempo pasquale, abbiamo rivissuto l’evento della Pentecoste, che rinnova l’immersione della Chiesa nello Spirito Santo, e oggi celebriamo il mistero di Dio Uno e Trino.

Ricordate quando Gesù uscì dalle acque fangose del Battesimo al Giordano… Come Gesù anche noi – dopo essere stati immersi, battezzati nel fuoco palpitante dello Spirito – solleviamo ora lo sguardo verso l’alto, verso “i cieli aperti” e contempliamo l’unico Dio come si è finalmente rivelato: Padre e Figlio e Spirito Santo. 

Per conoscere il mistero della Trinità, nel quale siamo stati immersi con il battesimo, non è necessario fare difficili speculazioni filosofiche, perché molto più vicino a noi possiamo concretamente riconoscere il riflesso del Dio uno e trino, nella vita dei Santi, nella storia di quelli che hanno creduto, amato e sperato in Dio.

Sapete che le Chiese ortodosse, con le quali abbiamo condiviso quest’anno la data di Pasqua e di Pentecoste, celebrano proprio in questa domenica la loro festa Tutti i Santi.

L’idea forte è che proprio la santità è il grande, concreto, frutto della rivelazione di Dio. La santità è la grande opera in noi del Padre, del Figlio, dello Spirito.

Nella prima Lettura, tratta dal Libro dei Proverbi, abbiamo ascoltato la voce della Sapienza personificata, che sta al fianco di Dio come assistente, come “architetto” (8,30). Riconosciamo nella Sapienza la voce del Logos, il Figlio unigenito di Dio.

È stupendo riascoltare l’opera della creazione dalle parole stesse del Verbo divino: «Prima delle colline, io fui generata, quando ancora non aveva fatto la terra e i campi né le prime zolle del mondo.
Quando egli fissava i cieli, io ero là».

Fino alla descrizione finale del suo rapporto con Dio: «Io ero con lui come artefice ed ero la sua delizia ogni giorno: giocavo davanti a lui in ogni istante, giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo» (8,31). 

È proprio in mezzo ai figli dell’uomo che la Sapienza divina ama dimorare, perché in essi riconosce l’immagine e la somiglianza del Creatore. 

Si legge nel Libro della Sapienza: “La sapienza è un’emanazione della potenza di Dio… tutto rinnova  e attraverso le età entrando nelle anime sante,  forma amici di Dio e profeti” (Sap 7,25-27). 

Dunque l’impronta della Sapienza di Dio si manifesta anzitutto nella bellezza del cosmo, nella varietà e bellezza dei suoi elementi… ma i suoi veri capolavori, dove appare molto più la sua bellezza e la sua grandezza, sono i santi.

Lo Spirito di verità rivela il disegno di Dio nella molteplicità degli elementi del cosmo – e oggi vogliamo celebrare con gratitudine questa visibilità della bellezza e della bontà di Dio negli elementi della natura e del cosmo – ma lo fa soprattutto mediante le persone umane, in modo speciale mediante i santi e le sante, nei quali traspare con grande forza la sua luce, la sua verità, il suo amore. 

Nel brano della lettera ai Romani troviamo un’immagine simile: quella dell’amore di Dio “riversato nei cuori” dei santi, cioè dei battezzati, “per mezzo dello Spirito Santo” che è stato loro donato (cfr Rm 5,5). 

Lo Spirito introduce l’amore di Dio nel cuore dei credenti e rinnova la loro esistenza secondo la forma concreta dell’uomo Gesù di Nazaret, che è il grande modello, il prototipo della nuova umanità, compresi anche momenti difficili da lui vissuti, fino alla umiliazione della passione e della morte.

Tutta la vita di Gesù ci garantisce che perfino le “tribolazioni” della vita non sono in contrasto con la grande speranza. La via di Gesù è la via della Croce. Ma abbiamo con Paolo la certezza che “la speranza non delude mai”.

Solo Cristo è “immagine del Dio invisibile” (Col 1,15); solo Cristo è “il Santo e il Giusto” (At 3,14). 

Solo Cristo è la Sapienza incarnata, il Verbo creatore che trova la sua gioia nel dimorare tra i figli dell’uomo, in mezzo ai quali ha posto la sua tenda (cfr Gv 1,14). 

In Cristo è piaciuto a Dio riporre “ogni pienezza” (cfr Col 1,19); o, come dice Egli stesso nel brano evangelico: “Tutto quello che il Padre possiede è mio” (Gv 16,15). 

Ma ogni singolo Santo, ogni uomo e ogni donna che vive nella fede, partecipa di questa ricchezza unica di Cristo ricevuta dal Padre e comunicata dallo Spirito. 

È la santità stessa di Gesù, è sempre Lui, il “Santo”, che lo Spirito cerca di riprodurre nelle “anime sante”, formando tra di noi amici di Gesù e testimoni della sua santità. 

Gesù vuol fare anche di noi i suoi amici. Apriamo il nostro cuore perché anche nella nostra vita cresca l’amicizia per Gesù, così che possiamo testimoniare la sua santità, la sua bontà e la sua verità.

Dopo avere rivissuto nell’anno liturgico gli eventi centrali del mistero di Cristo, ci resta solo il calendario ordinario, ritmato dalle domeniche e dalle memorie dei santi, di ogni ogni epoca e di ogni condizione.

I santi sono il cristianesimo compiuto. Ogni santo è una pagina di vangelo che diventa carne umana, che diventa vita vissuta. 

Lasciamoci attrarre dai loro esempi, lasciamoci guidare dai loro insegnamenti, perché tutta la nostra esistenza diventi, come la loro, un cantico di lode a gloria della Santissima Trinità.

È difficile capire la Trinità. La strada più semplice è contemplare la sua opera nella vita concreta dei Santi. 

La Vergine Maria, Regina di tutti i Santi, ci ottenga la grazia di far crescere in noi il desiderio di Dio, il desiderio della santità, la gioia di seguirlo, la gioia di compiere anche noi con la nostra vita il grande disegno di Dio. 

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