Assunzione della Beata Vergine Maria 2025
In modo del tutto speciale, oggi la comunità dei credenti, ancora in cammino su questa terra, si unisce alla gioia dell’immensa moltitudine dei santi del paradiso per celebrare la festa della Vergine Maria.
Riviviamo nella fede il trionfo che ha coronato la sua umile vita terrena: una vita intessuta di fede e di amore, di intime gioie ma anche di ansie pungenti e di dolori profondi.
Maria non è un mito: è una donna vera, con una storia reale che conosciamo dai Vangeli.
Vive a Nazaret, piccola città sconosciuta della Galilea. Appartiene a un ambiente semplice; si sposa con Giuseppe, il falegname, entrando in una famiglia di nobile discendenza davidica, nel momento in cui questa si presenza senza prestigio e senza pretese di potere.
Partecipa agli eventi della vita: fa visita a una parente anziana, va in pellegrinaggio a Gerusalemme, partecipa a una festa di nozze.
Maria sa ascoltare e riflettere, ma sa anche parlare e prendere decisioni coraggiose.
Contempla con stupore le meraviglie di Dio e attende da Lui giustizia per gli oppressi. Si mette interamente a disposizione del progetto divino, definendo se stessa solo “serva del Signore” (Lc 1,38).
Maria fatica a comprendere fino in fondo suo Figlio, ma lo segue con premura materna e con fede eroica.
Condivide la povertà di Betlemme, l’esilio in Egitto, la vita nascosta di Nazaret. Lo accompagna nella sua missione pubblica e, infine, partecipa al dolore del Calvario.
Dopo la Pasqua, la ritroviamo con la comunità cristiana, in preghiera per la venuta dello Spirito.
Vorrei far luce su un dettaglio prezioso. I Vangeli lasciano trapelare che c’erano tensioni tra i discepoli e i parenti di Gesù: due gruppi di persone che lo amavano in modi differenti.
In Marco leggiamo che i parenti «stando fuori, (cioè non entrando nella cerchia dei discepoli) lo mandarono a chiamare» (Mc 3,32).
Ma dopo la Pasqua, tutto cambierà. Atti degli Apostoli riferisce che i discepoli «erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui». (At 1,14).
È forse il coronamento della missione materna di Maria: ricucire i legami, ricomporre le ferite, preparare i cuori alla venuta dello Spirito.
Questa è l’ultima informazione che le Scritture ci tramandano sulla biografia di Maria.
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Oggi celebriamo il glorioso passaggio della Madre di Dio da questo mondo alla gloria del cielo: l’ultimo dei suoi giorni sulla terra e il primo in paradiso.
La Chiesa crede fermamente che Maria sia entrata nella pienezza della vita non solo con l’anima, ma anche con il corpo, trasfigurato dalla luce dell’immortalità.
E questa festa ci riguarda direttamente. Se una di noi – subito dietro al Signore Gesù – è entrata nel Regno dei cieli nella totalità della sua persona, significa che la redenzione è già in atto. Possiamo ripetere con maggiore fiducia: «Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà».
«Una donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle» (Ap 12). È l’immagine dell’Apocalisse che oggi vediamo compiuta in Maria.
Il cielo cui Maria è salita non è lontano: è il mondo vero, invisibile, dove Dio dimora. Sembra lontano solo a noi, quando noi stessi ci allontaniamo dalla verità e dall’amore.
Il Concilio Vaticano II ci ricorda: «Con la sua bontà materna Maria si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti» (Lumen gentium 62, 65). Perciò la invochiamo con fiducia, sapendo che ognuno di noi ha nel cuore qualcosa da confidarle.
In un tempo in cui le notizie davvero buone sembrano rare, l’Assunzione ridona speranza.
Ci dice che il destino di Maria sarà anche il nostro. Ci invita a scegliere, come lei, la via dell’umiltà e della fede, anche in mezzo alle difficoltà di ogni giorno: le guerre, ma anche le tensioni in famiglia, le fatiche sul lavoro, le crisi di fiducia, le paure per il futuro.
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Donna vestita di sole, aiutaci a fissare lo sguardo su Cristo.
Quando la croce pesa, donaci il coraggio di seguirlo fino in fondo.
I tuoi occhi, che hanno pianto sulla terra irrigata dal sangue di Gesù, guardino ancora questo mondo in preda alle guerre, alle persecuzioni, alla oppressione dei giusti e dei deboli.
Fra le tenebre di questa valle di lacrime, attendiamo dalla tua luce celeste e dalla tua dolce maternità sollievo alle pene dei cuori, alle prove della Chiesa e del mondo intero.
Noi crediamo che nella gloria, dove regni vestita di sole e coronata di stelle, tu sei, dopo Gesù, la gioia e la letizia di tutti gli Angeli e di tutti i Santi.
Da questa terra, su cui camminiamo confortati dalla fede nella futura risurrezione, guardiamo verso di te, nostra vita, nostra dolcezza, nostra speranza”.
Insegnaci ad amare, adorare e servire Gesù, il frutto benedetto del tuo seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!

