Giovedì della II settimana di Avvento
Traduzione liturgica: Risveglia, o Dio, la fede del tuo popolo perché prepari le vie del tuo unico Figlio, e per il mistero della sua venuta possa servirti con la santità della vita.
Testo originale: Excita, Dómine, corda nostra ad præparándas Unigéniti tui vias, ut, per eius advéntum, purificátis tibi méntibus servíre mereámur.
Traduzione servile: Risveglia, Signore, i nostri cuori per preparare le vie del tuo Unigenito, affinché per mezzo della sua venuta possiamo servirti con cuori purificati.
L’orazione proviene dai fondi liturgici risalenti all’epoca di San Gregorio Magno, ed era presente nel precedente Messale Romano alla seconda domenica di Avvento.
Ritorna il tema biblico della “preparazione della via”, legato alla predicazione e alla missione di Giovanni Battista, preannunciato dal profeta Isaia. Proprio a partire da oggi e fino alle ferie maggiori prenatalizie, nelle letture della messa feriale troviamo sempre un riferimento più o meno diretto alla figura e all’opera del Precursore.
Abbiamo già evidenziato ieri il tema della “via del Signore“, al tempo stesso via del Popolo e del Messia.
Nel testo originale di questa orazione, incontriamo due parole latine che hanno un contenuto abbastanza simile “cuori” e “menti”, ma il cui significato è molto distante da quello percepito nella cultura contemporanea: cuore e mente, non hanno tanto a che vedere con la volubilità dei sentimenti e degli affetti (anche), ma soprattutto sono il luogo di quella interiorità nel quale risuona la voce di Dio e nel quale si prendono le decisioni per la vita: qualcosa di più vicino al concetto di coscienza, là dove ognuno ritrova la verità di se stesso.
Nonostante questi concetti di cuore e mente portino ad un livello molto intimo e personale, la preghiera pone tutto non in relazione all’uomo, ma in relazione all’opera di Dio: è Dio che risveglia i cuori, ed è da Dio che gli animi sono purificati (fatti puri).
Al centro di tutto, come una chiave di volta, resta “l’avvento dell’Unigenito”: il Figlio di Dio che si è fatto uomo e ha voluto amare e servire il Padre con “cuore” e “mente” umana, diventa la forma sulla quale si ri-plasma l’uomo nel profondo.
