Santa Rita
La festa di Santa Rita richiama ogni anno tante persone.
Alcuni vengono con una speranza, altri con una ferita, altri ancora con il peso di situazioni che sembrano senza soluzione.
E forse proprio questo è uno dei motivi per cui Santa Rita continua a parlare al cuore della gente: perché non è stata una donna preservata dal dolore, ma una donna che ha attraversato il dolore senza perdere Cristo.
Benedetto XVI ripeteva spesso una frase che può aiutarci a entrare nel cuore della testimonianza di Santa Rita: “Chi crede non è mai solo.”
Non è una consolazione facile.
È una verità che nasce dal Vangelo.
Chi crede appartiene a Cristo, ed entrando in comunione con Cristo entra anche in comunione con il suo Corpo che è la Chiesa.
La vita di Rita sembra, a tratti, una vita segnata dalla solitudine: le tensioni familiari, la violenza che la circondava, il dolore della perdita del marito, la prova durissima legata ai figli, le incomprensioni, le porte chiuse.
Eppure, dentro tutto questo, Rita non si sente mai abbandonata. Non vive ripiegata su sé stessa. Non si lascia imprigionare dall’amarezza. Rimane unita al Signore.
Ed è questo il segreto della sua forza.
Santa Rita non ha avuto una fede superficiale o soltanto devozionale.
Ha vissuto una profonda vita interiore.
Era una donna abitata dalla preghiera, dalla Parola di Dio, dai sacramenti.
La sua unione con Cristo non la allontana dalla vita concreta: al contrario, la rende ancora più capace di amare.
Per questo Rita non fugge dalle responsabilità della famiglia, non si sottrae alle ferite della società del suo tempo, non rinuncia a cercare pace e riconciliazione.
Proprio perché sa di non essere sola, riesce a portare pesi che umanamente sembrerebbero insostenibili.
Anche per noi questa è una parola decisiva.
Viviamo in un tempo in cui molti sperimentano isolamento, frammentazione, solitudine interiore.
A volte siamo esternamente circondati da tante persone eppure siamo profondamente soli.
La fede rischia di essere ridotta a fatto privato, a sentimento individuale.
Santa Rita ci ricorda invece che credere significa appartenere.
Nessuno si salva da solo. Nessuno vive da cristiano da solo.
La Chiesa non è un’aggiunta esterna alla fede: è la casa in cui Cristo ci unisce a sé e gli uni agli altri.
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E qui emerge anche il secondo aspetto straordinario della figura di Santa Rita: la forza della sua femminilità cristiana.
A volte si pensa alla santità come a qualcosa che allontana dalla vita concreta.
In Rita accade il contrario. La sua santità passa attraverso tutte le stagioni dell’esistenza femminile.
È stata fidanzata, sposa, madre, vedova, monaca.
E nessuna di queste condizioni la mette ai margini della Chiesa.
Anzi, proprio lì si manifesta la sua vocazione.
Rita non diventa santa “nonostante” sia stata donna, moglie o madre.
Diventa santa dentro questa esperienza vissuta fino in fondo. La sua femminilità non è un ostacolo alla vita evangelica: è il luogo concreto in cui il Vangelo prende carne.
Nella relazione sponsale ha vissuto la pazienza e il perdono.
Nella maternità ha conosciuto la dedizione e il sacrificio.
Nella vedovanza ha attraversato il dolore e il distacco.
In una società segnata dalla violenza, ha costruito instancabilmente riconciliazione e perdono.
Nella vita monastica ha offerto tutta sé stessa a Dio.
Tutta la sua esistenza mostra che il cuore della Chiesa non è il potere o la visibilità: il cuore della Chiesa è la santità. È la vita nuova in Cristo.
Proprio per questo Santa Rita continua ad avere una forza travolgente nel popolo cristiano.
Perché mostra una santità profondamente umana, concreta, accessibile.
Una santità che non nasce da vite perfette, ma da vite consegnate a Dio.
La vera riforma della Chiesa sono i santi, perché lasciano trasparire Cristo.
Santa Rita lo ha fatto in modo luminoso.
In mezzo alle ferite della sua epoca ha custodito la pace.
In mezzo alla violenza ha custodito il perdono.
In mezzo alle prove ha custodito la comunione con Cristo.
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Chiediamo oggi la sua intercessione soprattutto per due intenzioni.
Perché nessuno di noi si senta solo davanti alle prove della vita.
E perché nella Chiesa ogni donna possa riconoscere sempre più la grandezza della propria vocazione, non ai margini, ma nel cuore vivo del popolo di Dio.
Santa Rita ci insegni a rimanere uniti a Cristo.
Perché chi crede davvero, anche nelle notti più difficili, non è mai solo.
